Le guarigioni
miracolose, in un sottile equilibrio fra scienza e fede e … molto altro.
Di Stefano Panizza. (Agosto 2006)
Esistono due definizioni
di guarigione miracolosa a seconda di chi è chiamato a darne una esplicazione.
Una, dalle inequivocabili
valenze religiose, che è pure quella maggiormente conosciuta, la potemmo
illustrare così: un evento straordinario che ha comportato una sospensione
delle leggi di natura per un intervento diretto del divino su esplicita
richiesta dell’ammalato.
L’altra, chiaramente
scettica e laica (qualcuno potrebbe anche definirla scientifica), un
accadimento straordinario ma statisticamente normale e, dunque, perfettamente
giustificabile secondo la scienza moderna.
Partiamo da questa seconda definizione.
In buona sostanza,
secondo il pensiero accademico, non sono mai esistiti eventi non spiegabili in
un modo o nell’altro.
Già molti fatti,
probabilmente, non sono mai esistiti o sono stati enormemente ingigantiti dalla
credulità popolare.
Spesso essi sono il
risultato di cattive percezioni dei testimoni, oppure di alterazioni di già
instabili equilibri psicofisici, senza considerare i falsi belli e buoni.
La gente, ci ripetono gli scienziati, ha
l’abitudine di lasciare il senso critico nel cassetto, specialmente di fronte a
eventi straordinari e non cerca di ponderare tutte le possibili giustificazioni
convenzionali prima di lanciarsi nel mondo dello “straordinario”.
Invece la priorità
dovrebbe essere quella di tentare in ogni modo di demolire un fatto apparentemente
prodigioso, con la logica e le conoscenze acquisite, perché esso viola l’ordine
di natura.
Nel passato, invece, era
sufficiente dimostrare la “normalità” del testimone per credere reale quanto
affermato, senza considerare, dunque, ipotesi alternative come la suggestione o
l’illusione.
Spesso si trattava, poi,
di cattolici, magari rozzi ed ignoranti e, in ogni caso, individui di “parte”,
senza dimenticare le non riconosciute turbe mentali dei protagonisti.
La statistica, poi, può
aiutare a giudicare come “normali”, perché considera un campione ampio di
soggetti, gli eventi che noi consideriamo “straordinari”, conseguenza
dell’essere abituati a valutare un modesto numero di individui.
In altre parole è
“normale”, nella legge dei grandi numeri, che esistano eventi “straordinari”
(in realtà accadono molto più spesso di quanto si ritenga). Se ne parla poco
perché non fanno notizia e manca una sistematica raccolta da parte della
comunità scientifica.
Se si considera, ad
esempio, il caso di Lourdes si nota che in 150 anni di storia vi sono state
riconosciute 67 guarigioni che, rapportate al numero di visitatori ammalati, fa
un rapporto di 1 a 300.000 (con una notevole diminuzione negli ultimi tempi per
i progressi della medici e maggiori controlli).
E’ sufficiente ricordare
che le guarigioni spontanee sono riconosciute in 1 a 10.000 per suggerire,
dicono gli scettici, che a Lourdes non succede proprio nulla di straordinario.
Le commissioni chiamate,
poi, a valutare l’eccezionalità di un caso medico sono composte esclusivamente
da cattolici e questo la dice lunga sulla parzialità del giudizio finale.
In ogni caso non è
sufficiente che pochi studiosi attestino la straordinarietà di un evento ma
esso deve essere condiviso da tutta la
comunità scientifica.
Sorgono, infatti,
ammoniscono gli scienziati, grossi dubbi sulla correttezza delle procedure
adottate.
Ad esempio non esistono
seri controlli se il soggetto avesse in atto una terapia medica, quanto grave fosse
la malattia, se vi siano state ricadute nel tempo, i fatti, a volte per
incompetenza, non vengono valutati correttamente, magari per le inadeguate
conoscenze mediche del tempo e, spesso, le informazioni sono talmente scarne
che la prudenza suggerirebbe di sospendere qualunque giudizio definitivo,
considerando “in primis” tutte le possibili spiegazioni alternative.
Per questo gli scettici
più severi (e maligni) sospettano che, in realtà il “miracolo” non sia altro
che un importante strumento politico della Chiesa per rafforzare le proprie
regole o per contrastare correnti politiche a lei sfavorevoli, non lesinando il
ricorso a vere e proprie frodi.
Si ricorda, al
proposito, le varie lacrimazioni di statue, con conseguenti guarigioni
miracolose, nel 1948 quando vi era necessità, per il Vaticano di fare scudo
contro i “demoniaci” venti del Comunismo.
Senza considerare le
importante ricadute economiche non solo sulla Chiesa stessa, ma, anche, in
ambito più prettamente civile e sociale (bancarelle di souvenirs, bar,
ristoranti, alberghi etc).
L’evento prodigioso
finisce, allora, per diffondere ad ampie mani un tangibile benessere creando un vero e proprio, questo
si, “miracolo” economico.
E perché, poi, non
ricordare come la Chiesa, fino a pochi secoli or sono, abbia visto la malattia
in chiave di una punizione divina, che solo un atto religioso poteva guarire.
Come non sospettare in questo atteggiamento uno stratagemma per accrescere il
proprio potere?
Spesso, inoltre, non si
considerano adeguatamente le potenti conseguenze del così detto effetto
placebo, dove la suggestionabilità, la fede e le convinzioni personali
risultano determinanti nei processi di guarigione.
Chi ci dimostra, poi,
che determinati eventi successi in particolari luoghi non siano delle semplici
coincidenze?
La correlazione può
essere solo supposta ed essere, in realtà, solo apparente. Non lo è, invece,
per chi ha il solo scopo di confermare, acriticamente, le proprie convinzioni
personali.
Spesso si dimentica,
infatti, che la percentuale di guarigioni straordinarie è molto simile anche in
persone non credenti, o che non hanno richiesto nessuna grazia o che non hanno
partecipato a nessun rituale religioso.
L’eccezionalità del
miracolo, poi, dicono gli atei, è moralmente inaccettabile.
Perché Dio, sentenziano,
è così parco nelle proprie grazie? Perché sceglie l’uno piuttosto che l’altro?
Insomma, questi eventi
straordinari sono talmente pochi, rispetto alle richieste, che non esiste una
logica apparente ma solo una imbarazzante selettività.
E, poi, le guarigioni
eccezionali prima della venuta di Gesù come le spiegano i cattolici?
In buona sostanza,
ripetono gli scienziati, non esiste nessuna prova concreta di una guarigione
per intervento divino.
E di scettici, per
fortuna, ne esistevano anche nel passato.
Il greco Polibio (III°
secolo a.C.), ad esempio, scrisse che solo la “…stupidità senza confini…” della
gente poteva ritenere miracolose certe guarigioni.
Il tutto può essere
riconducibile, quando non si tratta di frodi o analisi frettolose, a ben
precisi meccanismi fisiologici.
E scendendo nel
particolare potremmo ricordare le reazioni del sistema immunologico
(probabilmente legato a fattori genetici), la stabilità di determinati tumori,
le infezioni spontanee di virus (potrebbe essere il caso di Lourdes, luogo
affollato) che hanno come effetto collaterale di combattere le cellule tumorali
(ad esempio il virus del morbillo contrasta determinate neoplasie linfatiche).
Senza dimenticare la
voglia di guarire del malato, il già ricordato placebo, l’autostima in un
complesso ma determinate gioco sinergico.
Concludendo, possono
esistere dei fenomeni ai limiti dell’ordinario ma mai contrari alle leggi di
natura.
Ma la Chiesa cosa ci
dice al riguardo?
Esiste una parziale
concordanza con quanto sopra ricordato.
Nessuno nega
l’importanza dei placebo come dimostra il fatto che non solo funziona come un
farmaco vero e proprio ma mostra gli effetti collaterali del farmaco stesso
(cefalee, tachicardia etc).
Questo ha, in ogni caso,
tale sperimentata componente nella misura del 35%.
I primi studi, al
riguardo, furono del 1946 in Gran Bretagna, necessari per contrastare la
tubercolosi.
Pazienti trattati con
pillole inerti guarirono per il 33% dei casi, percentuale più bassa rispetto a
quelli sanati con medicinali veri e propri, ma comunque significativamente
alta.
Ed esiste anche una
reale, pur se parziale, dimostrazione scientifica di tale effetto placebo.
Tramite la P.E.T.
(tomografia ad emissione di positroni) è stato, infatti, rilevato che il cervello,
in un soggetto sottoposto a questa condizione, produce dopamina e sostanze
oppioidi.
Il corpo umano ha,
dunque, ben precise, correlabili e finalizzate reazioni fisiologiche.
Ma spesso non c’è
neppure bisogno di prodotti medicinali ma sono sufficienti oggetti o
comportamenti che convincano il paziente del loro valore terapeutico per
scatenare in esso effetti taumaturgici.
Sono stati fatti,
addirittura, “test di immaginazione” della malattia dove il paziente veniva
chiamato a disegnare quest’ultima con carta e penna come se la percepisse.
A seconda del tipo di
figura (ad esempio “lo scorpione” per le neoplasie oppure “la conchiglia” per
le fasi in via di guarigione), ovviamente opportunamente interpretate, si
poteva comprendere non solo lo stato clinico del paziente ma anche ipotizzare,
con cognizione di causa, che esistesse una stretta correlazione fra mente e
corpo, tanto da permettere alla prima di “sondarlo” nella sua intimità.
Ciò, poi, appare logico
se pensiamo che il fenomeno è stato dimostrato funzionare pure nel senso
contrario.
Se infatti comportamenti
emozionali negativi possono causare malattie, per un calo delle difese
immunitarie provocato dallo stress conseguente, allora lo stesso organismo può
agire in senso positivo.
E’ stato confermato come
esista una stretta correlazione fra certe dinamiche psicologiche e determinate
reazioni biochimiche tali da far comparire sintomi fisici reali (ad esempio
scottature sulla pelle causate da un oggetto freddo per la convinzione del
soggetto di trovarsi di fronte ad un qualcosa di estremamente caldo).
Le stesse stigmate dei
santi potrebbero avere tale base laica, essere cioè create, semplicemente (si
fa per dire), dalla mente umana.
Ciò potrebbe essere
dimostrato da Padre Pio le cui macchie di sangue si dissolsero alla sua morte,
allo sparire, cioè, della tensione emotiva.
Non per nulla già nel
1600 un tale R.Burton scriveva che “…un ciarlatano o un chirurgo sciocco
producono più guarigioni di un medico razionale perché il malato ha fiducia in
lui…”.
Insomma suggestione,
indotta da persone carismatiche o da rituali spirituali o religiosi, voglia di vivere e altra positività
psicologica possono veramente cambiare il corso degli eventi.
Ecco che, allora, la
fede, come attestano le numerose guarigioni improvvise durante intensi cicli di
preghiera, può essere intesa come una valida terapia medica, una “marcia in
più”.
Non per nulla nel
passato re e faraoni erano ritenuti validi taumaturghi perché la gente era
convinta della loro essenza divina.
Ad esempio nel lontano
I° secolo d.C. sembra che un sovrano avesse ridato la vista ad un cieco e resa
mobile una mano paralizzata.
Allora, inoltre,
determinate malattie nervose, come la paralisi, la cecità e sordità isterica
non erano riconosciute come tali ed è facile intuire come, in questi casi, la
portanza dell’effetto placebo e di suggestione possa essere stata veramente
notevole.
Ma non dobbiamo pure
dimenticarci le tante guarigioni fasulle vantate, in ogni tempo ed in ogni
luogo, da fondatori di sette, truffatori, mitomani che vogliono solo spillar
denaro.
Lo stesso Sai Baba, ci
ricordano i cattolici, ha creato la sua immeritata fama proclamando false
resurrezioni e mostrando abili giochi di prestigio.
Oppure in ambito
cattolico si devono rammentare le tante guarigioni attribuite a reliquie
(false) come il “dente da latte” che Gesù perdette a nove anni (chi avrebbe, a
quel tempo, mai avuto interesse a conservarlo?), oppure le “lacrime” che versò
quando Lazzaro morì o, addirittura, il “latte” di Maria Vergine o il suo
“sangue mestruale”.
Purtroppo queste
sconsiderate credenze sono un invito a nozze per gli scettici.
Nell’ambito di altre
religioni, poi, è difficile accertare la realtà di una guarigione straordinaria
perché non esistono controlli medici come in ambito cattolico dove le regole
sono precise e codificate.
Ma allora dove stanno
queste differenze fra la visione laica e religiosa?
Innanzitutto, al
contrario di quanto sostengono gli scettici, le commissioni religiose istituite
per valutare le guarigioni si comportano in modo estremamente rigoroso per
salvaguardare, se non altro, il buon nome della fede, precedute, ovviamente, da
una consulta medica.
Sono state, al
contrario, organizzazioni scettico - scientifiche che hanno cercato di
infangare l’operato dei medici chiamati a valutare casi di guarigione
straordinaria sottoponendo loro falsi miracoli e tendendo loro le trappole più
subdole.
Le istituzioni sopra
citate sono operanti solo a Lourdes oppure nei casi di canonizzazione o
santificazione e, dunque, viene già effettuata una ben precisa selezione fra
tutta la casistica possibile.
Poi, al suo interno, ne
viene valutata la “impossibilità” scientifica prima di attestarne la valenza
“divina”.
Solo, infatti, se il
paziente ha richiesto esplicitamente “la grazia”, se la guarigione è
istantanea, perfetta e permanente, se la malattia è organica e non psicologica,
è grave, al suo ultimo stadio, le varie terapie sono risultate inefficaci, la
documentazione è ineccepibile, allora, si può parlare di “guarigione miracolosa”,
in caso contrario, siamo, semplicemente di fronte ad un evento straordinario.
Tanto è vero che, in
caso di un solo temporaneo miglioramento, i teologi più conservatori hanno
ipotizzato l’intervento demoniaco, con prodigi ed artifici sorprendenti, atto a
trarre in inganno l’uomo con le sue debolezze.
E questa idea non è
certamente dell’ultima ora se si pensa che nel 1500 alcuni demonologhi erano
giunti a teorizzare che il diavolo fosse andato a stabilirsi nel Nuovo
Continente da poco scoperto, insediandosi nel corpo dei sacerdoti – guaritori
indios.
Spesso, poi, non si
guarisce solo nel corpo ma si diventa migliori spiritualmente in una catarsi
che coinvolge l’individuo in tutto il suo essere.
Chi è scettico è tale,
dicono i credenti, perché si è basato su una documentazione che ignora la
realtà dei fatti, redatta da persone cariche di preconcetti che non si sono mai
preoccupate di conoscere come sono andate davvero le cose.
In ogni caso a Lourdes
solo 67 casi riconosciuti miracolosi su 7.000 guarigioni straordinarie sono un
indice di notevole serietà della “Consulta per le cause dei Santi” (ricordando
quanto al proposito scritto precedentemente verrebbe da dire che ognuno legge
le statiche un po’ come vuole).
Ed esistono due episodi
che possono dimostrare, sostengono coloro che sono favorevoli all’ipotesi del
miracolo, tale convincimento.
Il primo avvenne nel
1640 a Calanda, in Spagna, e si trattò nel ricrescita di una gamba amputata a seguito
di un incidente ad un tale Miguel Juan Pellicer.
Esistono al proposito
documenti originari dell’epoca con testimonianze giurate dei medici e di
tantissimi altri testimoni che non fanno che attestare la pignoleria del
tribunale ecclesiastico chiamato a fare chiarezza sull’episodio, anche per non
mostrare il fianco alle critiche dei protestanti.
Senza dimenticare, poi,
che la guarigione è confermata da un atto pubblico notarile.
E come non far menzione,
inoltre, dell’onnipresente Santa Inquisizione terribile nel punire i visionari
e gli annunciatori di miracoli qualora sentisse puzza di diavoleria.
In altre parole era
meglio non fare i furbi.
Un caso, quindi,
giuridicamente ineccepibile con la garanzia dell’Inquisizione sulla qualità
delle indagini svolte.

Il secondo si svolse nella seconda metà del 1800 ed ebbe come
protagonista il giardiniere belga Peter van Rudder.
A seguito di una caduta
da un albero si spezzò tibia e perone con una perdita di massa ossea di tre
centimetri.
Dopo otto anni di sofferenze
e di un inutile girovagare fra i medici del tempo chiese la grazia alla Madonna
di Lourdes.
Inginocchiato davanti
alla statua della Vergine implorò il perdono dei propri peccati.
Improvvisamente senti un forte di desiderio di muoversi e si mise realmente a
correre (cosa che per lui assolutamente impossibile).
Si trovò, allora,
istantaneamente e completamente guarito.
Ad attestate la realtà
dell’episodio vi sono i numerosi esami medici precedenti e le fotografie
successive alla guarigione che dimostrano, inequivocabilmente, che le ossa
erano ricresciute.
Oggi ci sono
effettivamente meno guarigioni straordinarie perché la Scienza conosce meglio
le patologie e i controlli sono più rigorosi, ma anche probabilmente per una
minor fede nelle persone; ciò, però, non fa che rendere ancora più
significativa la casistica residua.
Purtroppo, continuano i
teologi, la Scienza, in queste circostanze, non compie appieno il proprio
dovere perché invece di riconoscere la straordinarietà dell’evento arranca
dietro ad improbabili meccanismi fisiologici sconosciuti, a leggi naturali non
ancora scoperte o alla malafede dei protagonisti.
Insomma, in poche
parole, è come se dicesse: “ molte sono frodi, il resto è tutto normale anche
se non sappiamo dirvi il perché, abbiate pazienza, prima o poi ve lo
spiegheremo”.
Sarebbe più onesto
parlare di “inesplicabilità” che rilanciare il tutto ad una ipotetica ed
indimostrabile spiegazione futura.
Oppure, in alcuni casi,
le sue affermazioni poggiano su basi assolutamente inconsistenti.
Un esempio? La mancanza
di dati certi sulla regressione spontanea dei tumori. La logica conseguenza è
che non si può dire in che percentuale sia naturale una guarigione da
neoplasie.
La malattia, infatti, è difficile
da prevedere e capirne l’evoluzione perché il corpo umano è un sistema
instabile e complesso e, dunque, le variabili da considerare sono infinite.
In altre parole la causa
– effetto ha poco valore perché l’organismo stesso porta ad una azione amplificatrice
tale che la correlazione con la causa originaria diventa inconsistente.
Ma, allora, in alcuni,
documentati casi, è davvero stato Dio ad intervenire?
Secondo la Chiesa si, ed
essendo il miracolo, per sua natura, un intervento soprannaturale nell’ambito
di una natura ordinaria, esso è sfuggente e non analizzabile ma solo
riconoscibile come tale.
In altre parole è
“certo” ma “insondabile”.
Ma Essa non è un
monolite dove non esistono correnti di pensiero alternative.
Secondo alcuni teologi,
infatti, Dio non interverrebbe affatto, ma
predispone i malati affinché la loro fede li possa guarire.
Essa diventa, allora,
donata da Dio, un insostituibile catalizzatore terapeutico.
Ma esistono altre
guarigioni straordinarie che sembrano non prescindere ne dalla religione, ne
dalla psicologia del soggetto ne avere una rassicurante spiegazione
scientifica.
Parliamo delle acque e
fonti taumaturgiche, così famose nel passato ma presenti ancora oggi.
Presso gli antichi
popoli il culto delle sorgenti era universale, associando ad esse una variegata
pletora di divinità.
Come non ricordare,
allora, i santuari dedicati ad Asclepio, edificati presso fonti ritenute sacre,
dediti ad ospitare, fra le altre cose, malati cronici ed incurabili, in attesa
di una grazia taumaturgica.
E, spesso, secondo le
cronache, le guarigioni avvenivano davvero e durante il sonno.
Ma chi, o che cosa,
provvedeva a questi interventi onirici risanatori?
La Chiesa, in ogni caso,
pensò bene di trasformarli da luoghi pagani a centri di culto.
Abbazie e monasteri
sorsero presso le sacre sorgenti, con un corposo contorno di superstizioni più
o meno favorite dalla classe sacerdotale.
Ad esempio una
determinata acqua guariva la pertosse solamente se bevuta nel teschio ritenuto
di San Telio; in generale abbeverarsi in un recipiente consacrato (sosteneva la
Chiesa) ne amplificava i poteri terapeutici.
E già che ci siamo
perché non citare nuovamente Lourdes.
Nonostante l’acqua delle
piscine sia contaminata da ogni genere di batteri essa non provoca nessuna malattia.
Trattasi di un effetto
collaterale di un intervento dall’Alto oppure, più semplicemente, è il liquido
stesso che ha delle proprietà straordinarie?
Oppure perché l‘acqua
della sorgente che fuoriesce nei pressi del santuario, considerata batteriologicamente
normale, non provoca nessun effetto sgradevole o peggio patologiche pur essendo
freddissima?
Anche il Gange ha il suo
bel carico di mistero.

E’ il fiume più
inquinato dell’India ed il livello di sicurezza sanitaria ha, da tempo,
oltrepassato i limiti consentiti.
Le industrie, infatti,
vi smaltiscono i propri rifiuti tossici, senza considerare le varie tradizioni
religiose che disperdono nelle sue acque le ceneri di migliaia di defunti.
La gente, però, non si
ammala.
Acque speciali, intervento
divino, o quant’altro?
E che dire della
pranoterapia, quell’antica arte che consisterebbe nel guarire le persone
tramite il flusso energetico (prana, appunto, secondo gli indiani) che si
trasferisce dal taumaturgo al paziente, con un meccanismo che sembra non
dipendere dalle valenze psicologiche sopra citate, ma rispondere ad un qualcosa
di ancora indefinito.
Lo dimostrerebbero i
casi dei pazienti “animali”, asettici e non influenzabili per eccellenza.
Flusso, forse,
quantificabile in onde “simil-alfa”, cioè che richiamano le emissioni alfa del
cervello, ma la definizione non può che essere relativa perché si tratta, in
realtà, di un non ben compreso principio vitale, diverso dalla materia, e che
permea tutto l’universo.
Se è pur vero, infatti,
che l’uomo e gli animali emettono lievi radiazioni elettromagnetiche, è certo
che nessuna di loro ha caratteristiche tali da poter essere considerate alla
base del misterioso fluido.
E purtroppo non sono,
neppure, mai stati realizzati appositi strumenti idonei a rilevarlo.
Infatti la cosiddetta
“fotografia Kirlian”, dopo un primo periodo di grandi entusiasmi, si dimostrò
rilevare non tanto l’aura energetica degli esseri viventi ma un semplice
effetto fisico, detto “corona”.
Niente bioplasma,
dunque, ma semplice emissione di fotoni.
Ciò nonostante vi sono
un notevole numero di prove di laboratorio che, in severe condizioni di
controllo, hanno dimostrato che esiste “qualcosa” (pur sfuggente) in grado di
modificare un sistema organico.
Il problema non è dunque
“se” il fluido funziona, ma “come” funziona.
Purtroppo, al momento,
si naviga a vista e le certezze sono veramente poche.
È un po’ come definire
cosa sia un “uomo”: sicuramente cellule complesse con una mente coordinatrice
ma è intuibile che esso possieda una matrice
trascendente ed indefinibile.
L’energia che viene
veicolata nel corpo del paziente potrebbe, poi, far migliorare anche patologie
non dichiarate, che quindi ne beneficerebbero di riflesso.
L’esperienza avrebbe
pure dimostrato che di essa ne risentono i positivi benefici anche le altre
persone presenti nell’ambiente e pure gli animali domestici.
È chiaro che anche in
questo ambito la reale portata e genuinità del fenomeno va scremata da
credulità e superstizione popolare.
Ad esempio, in passato,
si sosteneva, che potesse guarire solo colui che avesse rispettato la
cosiddetta “regola del sette”.
Cioè egli doveva essere
il settimo maschio di una serie ininterrotta di maschi o essere un settimino,
cioè nato al settimo mese di gravidanza.
Spostandoci, con un volo
pindarico, nel mondo oscuro degli stregoni e sciamani è inevitabile parlare
della cosiddetta “Magia Verde”, cioè il misterioso (ma efficace) potere
taumaturgico della Natura da essi esercitato con incomprensibili rituali ed
alchemici estratti vegetali, in una visione olistica dell’essere umano e
ieratica dell’ambiente stesso.
Lo stregone, in altre
parole, esegue con sapiente maestria appositi cerimoniali in un crescendo
emozionale che lo porta ad una trance estatica, probabilmente indotta da sostanze
psicotrope.

Ciò gli permetterebbe di
percepire quanto solitamente è precluso, contattando e controllando entità
soprannaturali e potenze misteriche.
Ed i risultati sono
davvero straordinari e scientificamente inspiegabili.
Valga per tutti la denominata
“Lactatio Serotina”, certificata in diverse parti del mondo , dove donne ormai
anziane (oltre i settanta anni di età) sono state viste allattare nipoti ed
bisnipoti orfani di madre.
Un ulteriore mistero nel
calderone dell’inspiegabile.
Ed infine non poteva
mancare l’argomento “ufo”.
Ebbene si, anche in
questa incompresa fenomenologia esistono le guarigioni straordinarie,
attribuibili, secondo molti studiosi, agli oggetti volanti non identificati o
ai loro occupanti.
Molte persone, infatti,
hanno raccontato di contatti con esseri sconosciuti, di check up in strane
aeronavi, a cui avrebbe fatto seguito un miglioramento o regressione delle
proprie patologie; in altri casi, invece, per guarire, sarebbe stato
sufficiente l’essersi trovati nelle vicinanze delle loro macchine volanti.
È la casistica delle
cosiddette “Ufo healings”, letteralmente “guarigioni da ufo”, per esposizione o
contatto, dunque, con tale matrice, presumibilmente, esogena.

In particolare, dal
punto di vista medico, si è assistito ad un processo di cicatrizzazione e
rigenerazione di organi e tessuti e ad un recupero della salute istantaneo ed
inspiegabile.
E vi è una discreta
casistica che annovera tali effetti curativi.
Si potrebbe citare il
caso tutto italiano della signora Dina Bertelli che, in piena notte, vide la
propria abitazione di Guastalla inondata da una accecante luminosità
proveniente da un gigantesco ufo posto sulla verticale.
La visita medica alla
quale la donna si sottopose successivamente rilevò una percentuale, apparentemente
mortale, di ferro nel sangue.
La sua perfetta salute
era, dunque, da imputare al misterioso (e voluto?) irraggiamento dalla macchina
volante?
Altro caso ci porta a
Damon, Texas, dove all’imbrunire di una sera di settembre del 1965, l’agente di
polizia Robert Goode, durante un giro di pattuglia, venne sorvolato da un
oggetto luminoso del diametro di alcune decine di metri.
La positiva (e presunta)
conseguenza di tale incontro inconsueto fu la sparizione della tumefazione e
della ferita alla mano sinistra precedentemente provocata dal morso di un
piccolo coccodrillo.
Potremmo, poi,
proseguire citando quella ragazza brasiliana di Petropolis, gravemente ammalata
ed in fin di vita, che, il 25 ottobre 1957, venne guarita da due piccoli esseri
scesi da un oggetto luminoso che la irradiarono con un fascio di luce bianco –
blu.
C’è chi vede, al
contrario, in queste creature, apparentemente esogene, degli esseri non tanto
alieni, nel senso classico del termine, quanto “angelici”.
Le testimonianze che si
riferiscono ad interventi provvidenziali per la salute sono numerose, come
testimonia il periodico statunitense “The Guidepost” appositamente dedicato
all’argomento.
Un esempio per tutti
valga quello capitato a Luke, un bambino inglese di sette anni, che, come
racconta la madre Hope Prince, migliorò notevolmente la propria condizione
fisica a seguito di misteriosi incontri nella camera da letto con esseri eteri
dalla luce azzurrina.
E rimanendo in ambito
religioso (sospetta, in ogni caso la frequente sovrapposizione con la
fenomenologia ufologia) è doveroso citare quanto accadde a Fatima dove, delle
migliaia di fedeli convenuti durante le apparizioni mariane, solo quelli
posizionati in quella particolare fascia toccata più da vicino dall’onda di
calore del “movimento” del sole vennero guariti (da radiazioni?).
Ovviamente nel ricordare
tale casistica il condizionale è d’obbligo perché, salvo l’eventuale ipnosi
regressiva dei soggetti coinvolti, non esiste nessun legame certo fra
guarigioni (comunque certe) e ufo.
In ogni caso è doveroso
ricordare che l’incontro con esso può, pure, avere effetti diametralmente
opposti, causando ai testimoni disturbi agli occhi, percezione di ronzii,
paralisi temporanee, danni alla pelle e, come dimostra il caso Vickie Landrum,
anche la morte.
Alla fine di questa
lunga chiacchierata quali conclusioni si potrebbero, dunque, trarre?
Credo che ognuno, in
base al proprio credo ed al proprio filtro culturale, possieda una sua
interpretazione delle cosiddette guarigioni straordinarie.
Personalmente ritengo
che, qualunque sia la chiave di lettura utilizzata (laica, religiosa,
paranormale o ufologia), essa non decripti nella sua interezza la
straordinarietà del fenomeno.
La sua essenza più
intima, al momento, rimane ancora nell’ombra.
Bibliografia:
-
Guarigioni miracolose in tutte le religioni – Armando Pavese –
Edizioni Piemme spa
-
Il miracolo – Vittorio Messori – RCS Libri
-
Spiegare i miracoli – Maurizio Magnani – Edizioni Dedalo
-
Mistici veggenti e medium – Francois Marie Dermine – Libreria
Editrice Vaticana
-
Maghi, sciamani e stregoni – Ermanno Gallo – Edizioni Piemme spa
-
Cronache dal mistero – Stefano Mayorca – De Vecchi Editore
-
Magia della Terra – Francis Hitching – Euroclub
-
Dei dallo spazio – Roberto Pinotti – Oscar Mondadori
-
Ufo i dossier top secret – Alfredo Lissoni – Anima Edizioni
-
Gli enigmi del Vaticano – Alfredo Lissoni – Editoriale Olimpia
-
Ricerca sulla pranoterapia e sui guaritori – Piero Cassoli Giovanni
Iannuzzo – Red Edizioni
-
Ufo Notiziario n.50 aprile – maggio 2004 – Carlo Pirola – Milton
Sette
-
Il giornale dei misteri n. 339, 365, 373, 380, 384, 393, 400, 407 –
Autori Vari – Corrado Tedeschi Editore In Firenze spa / I libri del Casato
editore
-
www.enricobaccarini.com/asclepio.htm - Le
guarigioni miracolose di Asclepio – Cinzia Caiani
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