Milano. 16/04/2005

 

Simposio Nazionale Cerchi nel Grano

 

 

Recensione di Stefano Panizza e Cristian Vitali

 

Prima parte a cura di Stefano Panizza

 

L'evento, ottimamente organizzato dall'associazione Sviluppo Cultura di Milano, si è svolto nell'accogliente sala conferenze dell'Istituto Onnicomprensivo di via Natta 11.

A far da cornice alla manifestazione una importante presenza di pubblico che ha gremito la platea fin dall'inizio dei lavori.

La giornata si è aperta con la relazione di Marjorie Tomkins, ricercatrice statunitense, ma da anni residente in Italia, su una peculiare evoluzione del fenomeno dei cerchi nel grano che si è avuta, inizialmente, nel nostro Paese ma che, successivamente, è stata osservata anche in altre zone geografiche.

Nel 1998, infatti, hanno fatto la loro apparizione nelle coltivazioni aree dalla forma irregolare, nelle quali le spighe si presentavano schiacciate verso il terreno. Queste macchie informi, apparentemente causate da vento e pioggia, mostravano, però,  quelle alterazioni strutturali e genetiche tipiche dei pittogrammi, ampi e complessi, che si creavano, in quegli anni, nei campi inglesi.

Tali apparenze finirono, negli anni, con assumere delle figurazioni geometriche più definite, come il rettangolo, per arrivare, negli ultimi due anni, a forme più complesse ed importanti.

In altre parole il fenomeno, secondo l'autrice, si è comportato come un organismo vivente in grado, cioè, di mutare la propria forma, esprimendosi in manifestazioni sempre più evolute, apparentemente condizionato dall'attenzione che si rivolgeva al suo apparire.

Le anomalie più interessanti sono, a suo avviso, la selettività che esso mostra nei confronti delle persone e della strumentazione da queste utilizzate all'interno delle formazioni, dove non tutti vedono o sentono le stesse cose ne gli apparecchi registrano le medesime frequenze.

Così come pure la riproducibilità degli eventi sembra estranea a quanto sta accadendo perchè le manifestazioni alle quali si assiste sono, spesso, diverse ed imprevedibili.  
Fra le stranezze sulle quali si è soffermata, ricordiamo le zolle di terreno espulse dalle cavità al centro dei cerchi, le colonne di luce fotografate nei loro pressi, i suoni senza una provenienza apparente, e a volte armoniosi e modulati, ed il comportamento incerto ed incosciente degli animali.

La relatrice ha voluto concludere sostenendo che il tutto sta ad indicare che, pur di fronte a varie contraddizioni, il fenomeno è una realtà, come dimostrano gli studi scientifici del gruupo americano del BLT, elusiva ed inesplicata.

L'ideale testimone è stato, poi, raccolto da Daniel Agesta, missionario gnostico uruguaiano, che ha relazionato sul linguaggio simbolico dei cerchi nel grano.

Secondo la sua opinione essi, creati da "Maestri dello spazio", contengono un messaggio che ha la funzione di risvegliare in noi quella spiritualità che ormai abbiamo da tempo dimenticato.

In particolare questi nostri "Amici Extraterrestri", viaggiando a bordo di potenti astronavi che bruciano l'"etere" come combustibile, creano questi pittogrammi per realizzare scopi ben definiti.

Da una parte sono mossi da una curiosità intellettuale verso il nostro comportamento e la nostra cultura, dall'altra vogliono segnalarci, in modo discreto, la loro presenza.

Ma, soprattutto, intendono darci una sorta di "sveglia" spirituale affinchè possiamo cambiare la nostra vita per indirizzarla verso scopi meno edonistici e materialistici.

A seguire l'intervento a due voci di Alessandro Luè, Gruppo Camelot, e Andrea de Marinis, entrambi del sito internet X-Cosmos.

Con la loro relazione hanno voluto esporre la ricca panoramica dei cerchi nel grano apparsi, nella scorsa stagione, in Italia ed Inghilterra.

Un intervento equilibrato e prudente che ha inteso sottolineare come il fenomeno sia caratterizzato da molto "inquinamento" fatto di false informazioni, creazioni artefatte e superficialità degli studiosi.

Tra le caratteristiche più interessanti rilevate, spesso in una sola od in poche occasioni, la piegature delle spighe non a spirale ma ad "esse" (Acqui Terme), il riproporsi del pittogramma nello stesso campo dell'anno precedente (Sabaudia e Pordenone dove, cosa curiosa, il contadino ha cercato, un po’ ingenuamente, di rialzare le piantine ad una ad una per salvare il raccolto), la rilevazione, da parte di un radioestesista, di una non ben identificata forma di energia (Fossano) e la produzione e vendita di t-shirt commemorative dell'evento (Panocchia).

Si è proseguito citando il primo cerchio nel riso (Vigevano), le anomalie elettriche certificate dai tecnici dell'Enel nella notte in cui il pittogramma si è formato (Desio), per concludere con la replica, sul terreno, della stessa figura di un precedente agroglifo (Malandriano).

La stagione inglese è stata, invece, caratterizzata dalla presenza massiccia dei falsari, capaci, anche, di realizzare forme particolarmente complesse, dalla polizia spesso indifferente alle chiamate dei contadini che assistevano impotenti alla devastazione dei loro raccolti e dalla creazione di un pittogramma in notti successive.

In conclusione siamo di fronte ad un fenomeno sempre più articolato, dove le domande ed i dubbi aumentano in confronto alle pochissime certezze, e dove la presenza, illegale e moralmente condannabile, dei "circlemakers" sta rendendo la ricerca della verità estremamente difficile.

A seguire Adriano Forgione, direttore della rivista Hera, che ha illustrato il simbolismo ed il linguaggio esoterico dei cerchi nel grano.

Una forma di espressione con la quale le Intelligenze di Luce, come definisce i loro creatori, ripropongono i messaggi archetipi e le conoscenze che facevano parte del patrimonio culturale dei nostri antichi progenitori.

Un simbolismo che, con un linguaggio silenzioso ed attraverso forme geometriche con precisi rapporti matematici, considerati sacri, è in grado di influire sulla nostra coscienza e risvegliare il nostro Io spirituale.

Una saggezza che, opportunamente interpretata con una adeguata chiave di lettura, ci parla di forze che governano l'Uomo e l'Universo e di come la Vita, nelle sue infinite manifestazioni, si esplichi in un'intima correlazione fra Microcosmo e Macrocosmo.

Importante è, anche, sottolineare la correlazione fra l'evoluzione del fenomeno, che tende ad una maggiore complessità di forme e significati, e le mutevoli e prepotenti espressioni dell'attività solare degli ultimi decenni.

Ed innumerevoli sono i pittogrammi con evidenti richiami al simbolismo eliaco, come l'eclisse, che è idea di rigenerazione cosmica vista, in altri termini, come momento di passaggio tra un ciclo celeste ed un altro.

E ricordiamo, a questo proposito, che le immani esplosioni che stanno sconvolgendo la superficie del nostro astro interagiscono con il campo magnetico terrestre che, a sua volta, modifica il nostro DNA.

Ecco, dunque, un richiamo, attraverso quei tangibili segni nei campi, ad una trasformazione profonda che sta interessando l'Uomo nella sua essenza più intima, sia biologica che spirituale.

Ci troviamo, quindi, di fronte ad un fenomeno dalla portata e dalle conseguenze inimmaginabili per la sua complessità, rendendo, di conseguenza, poco credibile la creazione dei cerchi nel grano, salvo alcuni casi ben documentati, da parte di persone, senza ammetterne una profondità di cultura ed umanità, realisticamente poco probabile.

A seguire la relazione di Giorgio Pattera, biologo e responsabile scientifico del CUN, che ha illustrato il "caso" di Calderara (BO), accaduto alcuni anni or sono.

La figura si caratterizzava da una striscia di colore biancastro, lungo un sentiero ben nascosto tra due ali di vegetazione, che tagliava in due parti simmetriche, nella sua parte mediana, un tracciato circolare.

Il contadino, proprietario del terreno, scoprì tale stranezza nelle prime ore del mattino, nonostante la notte precedente l'abbaiare furioso dei cani e la vista di un silenzioso oggetto luminoso che ondeggiava sopra il suo podere dovessero suggerirgli di accertarsi immediatamente di quanto stava accadendo.

Le analisi difrattometriche dei campioni di terreno, effettuate nei giorni successivi dal dottor Pattera, evidenziarono la presenza, all'interno della figura, di quarzo con uno stato di cristallizzazione molto più ridotto della norma e di quanto rilevato al di fuori della medesima.

Tali risultanze suggeriscono che "qualcosa" avesse irraggiato, per pochi istanti, la vegetazione con un potente flusso di microonde con il risultato di fondere i cristalli di silicio e calcinare il terreno.

Il problema, apparentemente irrisolto, è che non esiste un apparecchio in grado di produrre una energia con quelle precise caratteristiche perchè finirebbe con l'autodistruggersi.

La parte finale della sua relazione ha voluto dimostrare come vi siano particolarità, tali sono l'esplosione dei nodi delle spighe e la presenza di sferule di silicio, che non possono essere, in alcun modo, giustificate come conseguenza di uno schiacciamento meccanico delle spighe ma solo con l'intervento di peculiari campi energetici.

Ciò gli ha fornito lo spunto per denunciare in modo perentorio e inequivocabile il comportamento del Cicap, l'associazione scettica per eccellenza, che sta organizzando dei costosi corsi a pagamento per insegnare, a chiunque fosse interessato, come si realizza un cerchio nel grano.

Questa scuola per possibili e futuri "circlemakers" rischia di rendere ancora più tortuosa la strada, già irta di ostacoli, che porta ad una maggiore comprensione del fenomeno senza considerare le conseguenze in ambito legale di palesi violazioni di leggi e norme dello Stato.

 

Seconda parte a cura di Cristian Vitali

 

Dopo la pausa per il pranzo il simposio è ripreso con la relazione, supportata da numerosi filmati, del ricercatore Piergiorgio Caria, collaboratore del noto contattista italiano Giorgio Bongiovanni.

E’ stato mostrato un documentario inerente i crop circles ed in modo particolare la formazione apparsa a Milk Hill, nel Regno Unito, nell’agosto del 2001, un vero e proprio capolavoro per precisione e dimensioni.

Sono quindi stati esposti al numeroso pubblico gli studi, pubblicati in riviste scientifiche dotate di revisori, del fisico olandese Eltjo Haselhoff, il quale ha ipotizzato che la distribuzione dell’allungamento dei nodi delle spighe, in quelle formazioni dotate di tale anomalia, è coerente con l’irraggiamento di una forma d’onda, assimilabile alle microonde, prodotta da una fonte sferica posta a 4m circa di altezza dal suolo.

Caria ha proseguito approfondendo il discorso sulle presunte sfere di luce implicate nella formazione dei cerchi ed ha mostrato al pubblico il controverso filmato di Oliver Castle, in cui un cineoperatore ha immortalato con la sua videocamera alcuni oggetti sferici luminosi che volteggiavano su un campo di grano mentre sullo stesso di creava un agroglifo.

Come spesso succede i ricercatori si sono divisi fra chi è convinto che il filmato sia genuino e chi invece propende per il falso.

Caria ha sottolineato che gli studi del tecnico di analisi informatiche Jim Dilettoso hanno stabilito che non ci sono elementi tali che possano catalogare il filmato come un falso.

A questo punto è stato fatto un excursus nel passato mostrando al pubblico le varie manifestazioni delle sfere luminose, dagli storici “foo fighters”, globi infuocati visti dalle squadriglie delle opposte fazioni durante la seconda guerra mondiale, ai lumi visti nello spazio dagli astronauti alla fine degli anni ’60.

Secondo Caria queste sfere sono oggetti di natura intelligente che giungono sulla Terra per dare un messaggio all’Umanità, una sorta di avvertimento e di stimolo per l’Uomo affinché si renda conto che con il suo atteggiamento autodistruttivo sta mettendo in serio pericolo le sorti del Pianeta e dei suoi abitanti.

Il messaggio, in fondo, è il medesimo che veniva comunicato ai contattisti Adamski, Fry ecc. negli anni ’50 e ’60.

Il relatore ha concluso il suo intervento denunciando l’opera di cover-up, insabbiamento delle prove, da parte dei governi e dei media.

La parola è quindi passata a Nikola Duper, fondatore di X-Cosmos, un portale che si occupa di cerchi nel grano e di informazione alternativa.

Il ricercatore croato ha condannato l’operato dei numerosi falsari, coloro i quali creano con corde e bastoni figure nei campi di grano, che soprattutto quest’anno si sono dati da fare in Inghilterra ed in Italia ed ha sottolineato come, tristemente, vi siano dei gruppi di persone che danno un apporto a questi cosiddetti “circlemakers” fomentando la produzione di figure che altro non fanno che inquinare la seria ricerca e creare confusione.

Dopo questa introduzione Duper ha parlato degli studi eseguiti dal collega Allan Brown, il quale 2 anni fa notò che, con una certa insistenza, si ripetevano spesso delle figure formate da 5 cerchi.

Lo studio di tali pittogrammi portò alla scoperta che all’interno di quelle figure era inglobata, più volte, la quadratura del cerchio, ovvero un quadrato avente lo stesso perimetro del cerchio, cosa complicatissima da eseguire.

Curiosamente dopo che fu scoperto questo aspetto non vi furono più cerchi con tale caratteristica e ciò fece balenare l’idea che chi o cosa fosse dietro al fenomeno avesse preso atto dell’intuizione dei ricercatori e quindi avesse cambiato tipo di figure.

Alla luce di questo si può ipotizzare, secondo il relatore, che i pittogrammi siano messaggi precisi rivolti all’Uomo, nell’intento di aiutarlo a recuperare quel lato spirituale che è insito in ognuno di noi ma che, negli ultimi anni, sembra essere stato totalmente accantonato.

A questo punto Duper ha parlato delle sfere di luce, che anche lui stesso ha visto e filmato nei pressi di alcuni pittogrammi, raccontando un episodio avvenuto in Italia poco tempo fa rivelatogli da un prete.

Un amico del figlio di una famiglia di conoscenti del prelato era intento a camminare lungo un argine nei pressi di Verona quando vide, sotto un ponte, una sfera, delle dimensioni di un piatto, che emanava luce e muoveva l’acqua sottostante.

Il giovane sedicenne si avvicinò incuriosito fino a che la sfera si alzò e gli venne incontro.

Il ragazzo terrorizzato scappò e si diresse verso un’ abitazione di un suo conoscente convincendolo a prendere la telecamera ed a tornare nei pressi del ponte per filmare la strana sfera.

Tornati sul posto videro il globo luminoso, che nel frattempo si era posizionato sott’acqua, uscire e produrre dei cerchi concentrici.

I ragazzi provarono a filmare il tutto con la videocamera ma non riuscirono nell’opera causa l’improvviso scaricamento delle batterie della stessa.

Dopo questo strano episodio la sfera si alzò improvvisamente e poi schizzò via.

La vicenda, di per se molto strana, ebbe degli strascichi ancora più inquietanti quando alla sera, nell’abitazione del ragazzo, incominciarono a verificarsi dei black-out inspiegati, lo sportello del cd-rom del computer si apriva e si chiudeva da solo e comparvero sulle braccia dell’adolescente dei segni in rilievo, tipo ustioni, che cambiavano di intensità.

Come se tutto ciò non bastasse nei giorni seguenti il ragazzo ebbe modo di scoprire che una sua compagna di scuola aveva dei segni simili sul corpo ed anche lei aveva assistito alla comparsa di una sfera nei pressi dell’argine alcuni giorni prima.

Gli strani simboli sulla pelle del ragazzo sembravano intergire con le persone ammalate e con le persone che dicevano il falso, aumentando e diminuendo di intensità.

Duper ha concluso il suo interessante intervento affermando che episodi come questo spingono a pensare che le intelligenze, che sono dietro al fenomeno delle sfere di luce, vogliano trasmetterci qualcosa.

Dopo il ricercatore croato è stata la volta della contattista telepatica Maria Morganti, autrice, tra l’altro, di un libro sui cerchi nel grano.

La relatrice ha confessato al pubblico di essere in contatto con delle entità che, di volta in volta, le danno dei messaggi precisi in merito ad argomenti svariati tutti riguardanti, però, il futuro dell’Uomo.

La Morganti ha citato un paio di “soffiate”, se così le vogliamo definire, che le avrebbero confidato queste entità diversi anni fa in tempi non sospetti.

La prima riguarda la presenza di acqua su Marte, rilevata ufficialmente l’anno scorso, mentre l’altra concerne la comparsa di cerchi nel grano in Italia, effettivamente verificatasi negli ultimi due anni.

4 anni fa gli esseri in contatto con la Morganti le avrebbero comunicato di recarsi in Messico dove sarebbero successi degli eventi importanti anche per la comprensione dei cerchi nel grano.

Recatasi successivamente in quel luogo la relatrice ha potuto vedere e filmare delle strane luci nel cielo.

La parola è quindi passata ad un suo collaboratore, Luciano Gasparini.

Il suo breve intervento è stato incentrato sullo studio della simbologia dei cerchi nel grano e sul significato intrinseco che vogliono trasmetterci.

Il relatore ha mostrato alcune figure comparse nei campi inglesi ed ha illustrato la sua chiave di lettura ed interpretazione, sottolineando che queste immagini stimolerebbero qualcosa in ognuno di noi.

Concluso l’intervento di Gasparini una ragazza dal pubblico ha fatto notare che una delle figure mostrate ed interpretate, quella raffigurante i numeri “1081”, non sarebbe un cerchio nel grano genuino, ovvero di natura ignota, ma nientemeno che un pittogramma artefatto commissionato per una pubblicità.

Dopo questa precisazione pepata la parola è passata al direttore dell’edizione italiana della rivista Nexus, Tom Bosco.

Il relatore ha presentato al pubblico un’originale intervento sui cosiddetti “altri cerchi”, ovvero quelle formazioni circolari misteriose che sono comparse nei posti più disparati.

Sono state mostrate al pubblico numerose foto di cerchi nella sabbia e nel ghiaccio, come quello ritrovato in Ontario, nel Canada, nel 2000.

Bosco ha poi parlato di un lago ghiacciato, posizionato nei pressi di uno di questi cerchi misteriosi, in cui sono state viste evoluire delle strane sfere di luce, ipotizzando, come i relatori che l’hanno preceduto, che esse possano essere implicate nella creazione di queste figure.

Dopo questo excursus sugli altri cerchi il direttore di Nexus ha parlato di un fenomeno altrettanto curioso ed anomalo, le ruote di luce marina.

Queste manifestazioni, segnalate da centinaia di anni, consistono in miriadi di plancton che per motivi ignoti si illuminano e creano nei mari delle vere e proprie ruote luminose viaggiando ad altissima velocità.

Le dimensioni di queste “ruote” raggiungono anche i 400-500 metri di diametro e sono state rilevate nell’oceano Indiano, nel Messico, in Australia ed in genere nei paesi a ridosso del grado di latitudine 19,5.

Dopo i cerchi nella terra, nel ghiaccio e nel mare il relatore ha parlato di quelli che si formano nei cieli attraverso le nubi, probabilmente dovuti agli effetti del progetto HAARP.

A livello ufficiale si tratterebbe di una ricerca scientifica sulle aurore boreali in realtà, secondo il giornalista italiano, HAARP sarebbe la copertura per una serie di esperimenti di natura elettromagnetica per cercare di modificare il clima le cui possibili controindicazioni sarebbero ignote.

L’ultima foto mostrata, anche per sdrammatizzare il clima di preoccupazione che si era creato in sala, è stata quella di un curioso cerchio di pecore fotografato alcuni anni fa in Inghilterra.

Avendo ancora un piccolo margine di tempo a sua disposizione Bosco è stato sollecitato dai moderatori del simposio a parlare brevemente di un argomento che sta a cuore a molte persone, le scie chimiche.

Come già successo in altre conferenze il direttore di Nexus ha sviscerato in maniera chiara ed esaustiva i tratti salienti del fenomeno con l’ausilio di alcune fotografie.

Ultimo relatore del simposio, ma non certo per importanza, è stato Valentino Rocchi del C.U.N. chiamato a sostituire Alfredo Lissoni, anch’esso del C.U.N., che per motivi di salute non è potuto essere presente.

Rocchi ha parlato della storia dei cerchi nel grano dagli albori fino ai giorni nostri.

Contrariamente a quanto molti pensano il fenomeno dei crop circles non è un fatto appartenente agli ultimi decenni ma affonda le sue radici fino alla fine del 1600, periodo in cui diversi carteggi testimoniavano della presenza di strane tracce circolari nei campi.

Fino al 1940 abbiamo avuto solamente testimonianze in forma scritta o disegnata, da quell’anno in poi, invece, sono rintracciabili le prime fotografie di semplici tracce nei terreni.

Nel decennio 1980- 1990 c’è stata, infine, la vera e propria esplosione globale del fenomeno con figure sempre più complesse ed articolate.

Dopo aver mostrato diverse foto di crops inglesi Rocchi è passato alla rassegna riguardante la casistica italiana del fenomeno per tutto il 2004.

Abbiamo potuto, quindi, vedere le immagini dei cerchi di Rho, Fossano, Pontecurone ecc.

Per quanto riguarda la figura comparsa a Rho, studiata sul campo dallo stesso Rocchi, sono state effettuate delle analisi scientifiche dal dott. Giorgio Pattera del C.U.N., il quale ha riscontrato delle stranezze nei nodi delle spighe che si mostravano allungati e disidratati.

I campioni prelevati all’interno della formazione di Pontecurone, invece, mostravano dei microgranuli di ferro sulle spighe.

Sempre in questa formazione è stata, inoltre, fotografata una stranissima sfera di luce che è stata associata a quelle già rilevate in passato nel Regno Unito, denominate B.o.l (ball of light).

Secondo Rocchi queste anomalie farebbero propendere per un’origine non convenzionale di questa e di altre formazioni italiane con caratteristiche simili.

Dopo l’interessante esposizione del collaboratore del C.U.N. il simposio si è concluso con la riunione sul palco di quasi tutti i relatori della giornata per rispondere alla raffica di domande poste da un numeroso ed attento pubblico rimasto fino alla conclusione dei lavori.

 

 

VAI ALLE FOTO DEL SIMPOSIO

 

 

TORNA ALLE RECENSIONI